PLANTARI 3D Medicali Personalizzati

Correre o no con il dolore

 Nell’esercito dei podisti c’è chi si ferma al primo dolorino e chi invece va avanti a tutti i costi, infischiandosene del rischio di dover poi restare fermo per parecchio tempo. Ma qual è la soglia del dolore che si può tentare di sopportare e quale invece quella che deve farci comprendere che è insistere negli allenamneti è solo dannoso? Prendiamo in esame i vari tipi di problemi che affliggono il podista.


MUSCOLI. In caso di elongazione o leggero stiramento può essere consentita la corsa a bassa velocità, non certo quella veloce a scapito di non volere trasformare un problemino mucsolare in uno strappo.


TENDINE D’ACHILLE. Anche in questo caso si può continuare a correre con moderazione a patto di riuscire a superare lo stato infiammatorio nel giro di pochi giorni. In ogni caso è sempre meglio fare subito i classici esamei strumentali, perchè nei casi più acuti, l’operazione chirurgica è inevitabile.


FASCITI PLANTARI. Probelma maligno, perché non invalidante in assoluto nel suo primo manifestarsi. Se il dolore diventa acuto anche solo camminando iniziare subito le terapie specifiche, vedi la tecar, oppure provare a cambiare le scarpe da corsa utilizzando quelle ad alto potere ammortizzante.


PERIOSTITE TIBIALE. Altro problema fisico maligno, perché consente il prosieguo dell’attività, che così finisce per diventare cronico arrivando alle temute fratture da stress, sempre più all’ordine del giorno nel mondo del podismo odierno. Essendo causato da problemi biomeccanici, occorre porvi rimedio con l’uso di plantari specifici.


GINOCCHIO. Se si verifica un gonfiore, meglio sospendere gli allenamenti, così come in caso di problemi ai menischi per evitare altri danni alle cartilagini.


SCHIENA: Quando il dolore è acuto meglio non correre. In caso di un dolore modesto fare molta mobilità articolare ed esercizi di allungamento, ma anche parecchia ginnastica posturale 8(addominali, dorsali, glutei, etc.)


TORCICOLLO. Meglio uno stop perché il trauma derivante dagli appoggi al suolo può ripercuotersi in modo negativo e quindi il problema rischia di acutizzarsi ancora di più.


 


fonte Corriere della Sera


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